martedì 26 febbraio 2013
giovedì 7 febbraio 2013
Just Don't Look
Della serie "I Simpson lo hanno già fatto", in
questo video vediamo Silvio Berlusconi interpretato da Picciotto
Cicciotto (Lardlad Donut in lingua originale), un paffuto e mostruoso
bambolotto che cerca di attirare la popolazione porgendogli una grossa e zuccherosa ciambella.
Del resto questo Berlusconi è sempre stato: un prodotto commerciale.
Come insegna la canzone, basta ignorarlo per fare in modo che sparisca dalla circolazione. Ignorarlo, non prenderlo per il culo, dato che il mostro vive del cosiddetto principio "O bene o male, basta che se ne parli". L'unico modo per farlo sparire non è quindi condividere su Facebook i banner sfottò della saga "Restituirò l'IMU", che tra l'altro sono divertenti quanto un'eruzione di emorroidi sulla propria faccia.
Piuttosto restituitevi la vostra intelligenza smettendo di considerarlo.
L'unica notizia su Berlusconi che voglio leggere, è l'annuncio della sua morte.
E poi è un metodo garantito da Paul Anka.
Del resto questo Berlusconi è sempre stato: un prodotto commerciale.
Come insegna la canzone, basta ignorarlo per fare in modo che sparisca dalla circolazione. Ignorarlo, non prenderlo per il culo, dato che il mostro vive del cosiddetto principio "O bene o male, basta che se ne parli". L'unico modo per farlo sparire non è quindi condividere su Facebook i banner sfottò della saga "Restituirò l'IMU", che tra l'altro sono divertenti quanto un'eruzione di emorroidi sulla propria faccia.
Piuttosto restituitevi la vostra intelligenza smettendo di considerarlo.
L'unica notizia su Berlusconi che voglio leggere, è l'annuncio della sua morte.
E poi è un metodo garantito da Paul Anka.
martedì 18 dicembre 2012
Benigno
Mi fa tristezza vedere questo Benigni.
Mi fa tristezza vedere la gente che ascoltando le sue parole viene colta da un motto di orgoglio nazionalistico.
Mi fa tristezza chi lo guarda perché è comunque meglio dello schifo che c'è solitamente in TV.
Roberto Benigni è un artista, un artista come tale deve produrre, se non è più in grado di produrre deve fare altro, ma farlo senza vivere sugli allori
Mi fa tristezza vedere la gente che ascoltando le sue parole viene colta da un motto di orgoglio nazionalistico.
Mi fa tristezza chi lo guarda perché è comunque meglio dello schifo che c'è solitamente in TV.
Roberto Benigni è un artista, un artista come tale deve produrre, se non è più in grado di produrre deve fare altro, ma farlo senza vivere sugli allori
conquistati in passato.
Perché pensare a Benigni che riceve una telefonata dalla Rai, che gli garantisce fior di quattrini per uno speciale natalizio che possa rendere tutti orgogliosi di essere italiani in questi tempi difficili mi rammarica.
Non per i soldi ma perché sta vendendo la sua arte oratoria, da sempre sua peculiarità e dote, ormai priva di contenuti propri.
Perché Benigni da almeno un decennio non è più in grado di creare, e per questo non è più definibile artista. Basta vedere i suoi lavori cinematografici dopo "La vita è bella".
Adesso si improvvisa insegnante, l'arte di far arrivare nei propri allievi il messaggio pensato e scritto da altri.
Una meravigliosa arte, ma non la sua.
Egli ha un'altra dote: quella di trasmettere emozioni in modo giullaresco e poetico, ma pompa, pompa e pompa...con la sua retorica cerca di rendere tutto epico e fiabesco così la realtà diventa uno specchio deformato.
Dalla sua esegesi della Costituzione di ieri sera i costituenti non sono più uomini, diventano personaggi eroici, quasi mitologici. Ma qui non siamo né all'Inferno né nel purgatorio dantesco. Stai insegnando Storia, ed allora devi essere imparziale.
Benigni è l'insegnante che tutti vorrebbero, quello che cattura l'attenzione dei suoi alunni perché fa lavorare la loro immaginazione mettendo in moto le loro menti, rendendo i fatti raccontati immagini vivide. È Robin Williams ne "L'attimo fuggente".
È l'insegnante buono che non boccia nessuno.
Ma gli italiani sono pessimi studenti, lo si vede quando vanno ad eleggere chi deve rappresentarli, del candidato vedono la luce ma non le sue ombre e dalla storia del proprio paese non hanno appreso nulla. Studiano a pappagallo, quanto basta per prendere la sufficienza. E quasi mai ci arrivano.
Così un Benigni vestito da insegnante diviene pericoloso, perché si fa prendere la mano dal suo passato artistico di cantastorie e finisce per cambiare i contenuti. La materia non è più storia ma antologia.
E allora la Costituzione Italiana diventa "Imagine" di John Lennon, i fondatori di essa uomini meravigliosi così come l'anno prima sempre grazie a Benigni lo diventarono tutti i Mille di Garibaldi ed intanto il monologhista si permette strafalcioni come quello sul Delitto d'onore, per lui messo al pari di altri delitti dalla Costituzione già nel '47 quando in realtà è rimasto sanzionato con pene attenuate fino agli anni '70.
La Storia non può essere modificata, può solo essere vista da punti di vista differenti, l'errore sta nella mente di chi ha una visione distorta di essa.
La legge invece può cambiare, perché cambia la società che vi soggiace, altrimenti si rimane arenati in una sorta di eterno medioevo.
Questi sono i motivi per cui Roberto Benigni non può essere un insegnante.
Benigni è un artista morto, come Jim Morrison e Jimi Hendrix, ma a differenza loro lui invecchia ed i suoi seguaci sono ancora lì a pagare il biglietto ed a sventolar bandiera.
Mi fa tristezza che si faccia tanto parlare di qualcuno che non ha più nulla da dire.
Mi faccio tanto tristezza per averci scritto un post sopra.
Perché pensare a Benigni che riceve una telefonata dalla Rai, che gli garantisce fior di quattrini per uno speciale natalizio che possa rendere tutti orgogliosi di essere italiani in questi tempi difficili mi rammarica.
Non per i soldi ma perché sta vendendo la sua arte oratoria, da sempre sua peculiarità e dote, ormai priva di contenuti propri.
Perché Benigni da almeno un decennio non è più in grado di creare, e per questo non è più definibile artista. Basta vedere i suoi lavori cinematografici dopo "La vita è bella".
Adesso si improvvisa insegnante, l'arte di far arrivare nei propri allievi il messaggio pensato e scritto da altri.
Una meravigliosa arte, ma non la sua.
Egli ha un'altra dote: quella di trasmettere emozioni in modo giullaresco e poetico, ma pompa, pompa e pompa...con la sua retorica cerca di rendere tutto epico e fiabesco così la realtà diventa uno specchio deformato.
Dalla sua esegesi della Costituzione di ieri sera i costituenti non sono più uomini, diventano personaggi eroici, quasi mitologici. Ma qui non siamo né all'Inferno né nel purgatorio dantesco. Stai insegnando Storia, ed allora devi essere imparziale.
Benigni è l'insegnante che tutti vorrebbero, quello che cattura l'attenzione dei suoi alunni perché fa lavorare la loro immaginazione mettendo in moto le loro menti, rendendo i fatti raccontati immagini vivide. È Robin Williams ne "L'attimo fuggente".
È l'insegnante buono che non boccia nessuno.
Ma gli italiani sono pessimi studenti, lo si vede quando vanno ad eleggere chi deve rappresentarli, del candidato vedono la luce ma non le sue ombre e dalla storia del proprio paese non hanno appreso nulla. Studiano a pappagallo, quanto basta per prendere la sufficienza. E quasi mai ci arrivano.
Così un Benigni vestito da insegnante diviene pericoloso, perché si fa prendere la mano dal suo passato artistico di cantastorie e finisce per cambiare i contenuti. La materia non è più storia ma antologia.
E allora la Costituzione Italiana diventa "Imagine" di John Lennon, i fondatori di essa uomini meravigliosi così come l'anno prima sempre grazie a Benigni lo diventarono tutti i Mille di Garibaldi ed intanto il monologhista si permette strafalcioni come quello sul Delitto d'onore, per lui messo al pari di altri delitti dalla Costituzione già nel '47 quando in realtà è rimasto sanzionato con pene attenuate fino agli anni '70.
La Storia non può essere modificata, può solo essere vista da punti di vista differenti, l'errore sta nella mente di chi ha una visione distorta di essa.
La legge invece può cambiare, perché cambia la società che vi soggiace, altrimenti si rimane arenati in una sorta di eterno medioevo.
Questi sono i motivi per cui Roberto Benigni non può essere un insegnante.
Benigni è un artista morto, come Jim Morrison e Jimi Hendrix, ma a differenza loro lui invecchia ed i suoi seguaci sono ancora lì a pagare il biglietto ed a sventolar bandiera.
Mi fa tristezza che si faccia tanto parlare di qualcuno che non ha più nulla da dire.
Mi faccio tanto tristezza per averci scritto un post sopra.
giovedì 11 ottobre 2012
lunedì 24 settembre 2012
Coppia, scoppia, accoppa.
L'uomo è solito mostrare il meglio di sé
durante la fase di corteggiamento per conquistare il possibile partner,
ma questo impedisce di costruire solide basi per un rapporto di coppia
basato sulla sincerità e la reciproca fiducia.
Per ovviare a questo problema e dar vita ad un rapporto basato sulle due caratteristiche precedentemente citate il maschio deve dare un'anteprima di quella che sarà la
Per ovviare a questo problema e dar vita ad un rapporto basato sulle due caratteristiche precedentemente citate il maschio deve dare un'anteprima di quella che sarà la
relazione negli anni a venire sin
dal primo appuntamento presentandosi con una serie di peculiarità e
svolgendo certe particolari azioni:
1) presentarsi sulla porta di casa di lei in mutande, magari indosso da una settimana;
2) munirsi dei seguente gadget: non fiori ma una confezione da 6 bottiglie di birra, ovviamente che consumerà solo lui, ed altre paia di mutande che la donna dovrà lavare, perché deve essere lei a fare il lavoro sporco;
3) la porta semiaperta è già un invito ad entrare, ogni venditore ambulante o portatore della parola di Geova ne è a conoscenza, per questo è d'obbligo fare il primo passo affinché il piede blocchi la possibile chiusura della soglia d'ingresso scaturita dalla visione di un uomo in mutande,
4) a quel punto balzare sul divano con un'agilità che non potrà essere riproposta negli anni a venire causa deterioramento fisico che è conseguenza stessa del rapporto di coppia,
5) impossessarsi del telecomando, esattamente come il maschio Alfa si nutre della preda catturata dalla femmina,
6) grattarsi il pacco, segno di salute,
7) ovviamente: rutto libero, segno di apprezzamento.
Questo non comporta la perfetta riuscita del primo appuntamento con seguente relazione stabile, ma se così fosse, sarà amore eterno.
1) presentarsi sulla porta di casa di lei in mutande, magari indosso da una settimana;
2) munirsi dei seguente gadget: non fiori ma una confezione da 6 bottiglie di birra, ovviamente che consumerà solo lui, ed altre paia di mutande che la donna dovrà lavare, perché deve essere lei a fare il lavoro sporco;
3) la porta semiaperta è già un invito ad entrare, ogni venditore ambulante o portatore della parola di Geova ne è a conoscenza, per questo è d'obbligo fare il primo passo affinché il piede blocchi la possibile chiusura della soglia d'ingresso scaturita dalla visione di un uomo in mutande,
4) a quel punto balzare sul divano con un'agilità che non potrà essere riproposta negli anni a venire causa deterioramento fisico che è conseguenza stessa del rapporto di coppia,
5) impossessarsi del telecomando, esattamente come il maschio Alfa si nutre della preda catturata dalla femmina,
6) grattarsi il pacco, segno di salute,
7) ovviamente: rutto libero, segno di apprezzamento.
Questo non comporta la perfetta riuscita del primo appuntamento con seguente relazione stabile, ma se così fosse, sarà amore eterno.
lunedì 6 agosto 2012
Soppalco
Una volta nella piazza del mio paese fu organizzato uno spettacolo di bambini prodigio. Vi erano piccoli musicisti, ballerini, giocolieri, cantanti e quant'altro possa intrattenere compaesani e inorgoglire genitori.
Ad un certo punto della serata salì sul palco un bambino con la disperazione sul volto e le lacrime agli occhi, che strillava di aver perso la sua mamma. Gli spettatori, credendo si trattasse di un comico infante cominciarono a ridere ed applaudire al falso sketch, producendo un fragore superiore agli strilli angoscianti del bimbo. Quando la povera creatura se la fece nei pantaloni dal terrore, partì la più alta ovazione della serata.
Io non so che fine abbia fatto quel bambino, ma da quell'avvenimento ho imparato alcune cose:
- quando sei di fronte alla pubblica piazza spogliati della tua identità, sarà essa a dartene una nuova;
- ci sono genitori così irresponsabili da non avere il diritto di insegnare alcunché ai propri figli;
- le gag sui bisogni corporali sono sempre le più apprezzate;
- nelle feste di paese la sicurezza lascia alquanto a desiderare;
- l'individuo in mezzo alla massa perde la capacità di esprimere un giudizio proprio.
Sicuramente avrei potuto trarre decine di altre morali da quella esperienza, ma ero troppo impegnato a ridere assieme al resto del pubblico.
Ad un certo punto della serata salì sul palco un bambino con la disperazione sul volto e le lacrime agli occhi, che strillava di aver perso la sua mamma. Gli spettatori, credendo si trattasse di un comico infante cominciarono a ridere ed applaudire al falso sketch, producendo un fragore superiore agli strilli angoscianti del bimbo. Quando la povera creatura se la fece nei pantaloni dal terrore, partì la più alta ovazione della serata.
Io non so che fine abbia fatto quel bambino, ma da quell'avvenimento ho imparato alcune cose:
- quando sei di fronte alla pubblica piazza spogliati della tua identità, sarà essa a dartene una nuova;
- ci sono genitori così irresponsabili da non avere il diritto di insegnare alcunché ai propri figli;
- le gag sui bisogni corporali sono sempre le più apprezzate;
- nelle feste di paese la sicurezza lascia alquanto a desiderare;
- l'individuo in mezzo alla massa perde la capacità di esprimere un giudizio proprio.
Sicuramente avrei potuto trarre decine di altre morali da quella esperienza, ma ero troppo impegnato a ridere assieme al resto del pubblico.
sabato 4 agosto 2012
Colpo di fulmine
Ciao.
Lo so che non ci conosciamo e sicuramente sei sul punto di dartela a gambe, ma ti chiedo di fermarti solo un minuto per ascoltare quanto ho da dire, seppur nemmeno io sappia cosa uscirà fuori dalla mia bocca.
Ti ho vista e ho reagito d'impulso: i nostri occhi si sono incrociati, il respiro mi si è bloccato in petto, il cuore ha cominciato a pompare più forte mandando così tanto sangue al cervello che ha cominciato a produrre visioni, mentre i miei piedi si dirigevano verso di te di loro spontanea volontà, come se liberi dalle catene del pensiero conscio.
Io non ho mai creduto nei colpi di fulmine, ma come ho posato gli occhi sul tuo viso la vita mi è passata avanti in un lampo. Tutta la vita futura. Tutto ciò che può accaderci dopo questo nostro primo fortuito incontro.
Ti giuro che non mi è mai capitato prima d'ora.
Ti sembrerà una piccola cosa, forse ridicola, ma per me è già una delle cose più importanti avvenutemi. È così perché viviamo in una società da cui non c'è una via di fuga, dove siamo in tanti, camminiamo come automi circondati da persone verso le quali non proviamo alcun interesse, tanto meno tentiamo di conoscerle per condividere pensieri e sapere quale motivo le ha spinte ad alzarsi questa mattina arrivando così alla curiosa coincidenza di averci incrociati per strada.
Ed invece le odiamo per questo motivo, proprio perché occupano il nostro spazio e respirano la nostra stessa aria, ci passano accanto indifferenti, esattamente come facciamo noi. Sono la nostra immagine speculare che non riusciamo ad accettare per quei piccoli difetti che in realtà sono solo nostri e ci portiamo dietro da quando siamo nati.
Una volta lontani dallo specchio nostro nemico diventano loro gli avversari, i portatori di quei difetti che abbiamo lasciato a casa sull'immagine riflessa, e noi li puniamo con l'indifferenza.
Ma in questa società io...adesso...grazie a te...voglio credere che un mondo nuovo sia possibile, e se questo è troppo allora mi accontento di credere che perlomeno qualcosa di insolito, casuale ma bellissimo possa ancora avvenire. Una piccola molecola capace di ribellarsi alle leggi del sistema per farlo implodere.
Noi siamo quella piccola molecola, quella scintilla, quella scheggia impazzita.
A dimostrarlo è il fatto che tu sia ancora qui ad ascoltarmi mentre improvviso parole che non comprendo da dove escano.
Ma sono certo che queste parole sono mie, lo sono sempre state, forse non le sto creando dal nulla ma le ho invece sempre covate dentro me ed adesso è giunto il momento di liberarle permettendogli di prendere il volo per posarsi sui tuoi rami.
È per questo che continuo a guardarti negli occhi.
Per questo prendo le tue mani e le stringo tra le mie.
Per questo ti dico che è giunto il momento di dare vita a qualcosa che darà un senso alle nostre fragili e casuali esistenze:
Io e te dobbiamo fare un film porno.
Lo so che non ci conosciamo e sicuramente sei sul punto di dartela a gambe, ma ti chiedo di fermarti solo un minuto per ascoltare quanto ho da dire, seppur nemmeno io sappia cosa uscirà fuori dalla mia bocca.
Ti ho vista e ho reagito d'impulso: i nostri occhi si sono incrociati, il respiro mi si è bloccato in petto, il cuore ha cominciato a pompare più forte mandando così tanto sangue al cervello che ha cominciato a produrre visioni, mentre i miei piedi si dirigevano verso di te di loro spontanea volontà, come se liberi dalle catene del pensiero conscio.
Io non ho mai creduto nei colpi di fulmine, ma come ho posato gli occhi sul tuo viso la vita mi è passata avanti in un lampo. Tutta la vita futura. Tutto ciò che può accaderci dopo questo nostro primo fortuito incontro.
Ti giuro che non mi è mai capitato prima d'ora.
Ti sembrerà una piccola cosa, forse ridicola, ma per me è già una delle cose più importanti avvenutemi. È così perché viviamo in una società da cui non c'è una via di fuga, dove siamo in tanti, camminiamo come automi circondati da persone verso le quali non proviamo alcun interesse, tanto meno tentiamo di conoscerle per condividere pensieri e sapere quale motivo le ha spinte ad alzarsi questa mattina arrivando così alla curiosa coincidenza di averci incrociati per strada.
Ed invece le odiamo per questo motivo, proprio perché occupano il nostro spazio e respirano la nostra stessa aria, ci passano accanto indifferenti, esattamente come facciamo noi. Sono la nostra immagine speculare che non riusciamo ad accettare per quei piccoli difetti che in realtà sono solo nostri e ci portiamo dietro da quando siamo nati.
Una volta lontani dallo specchio nostro nemico diventano loro gli avversari, i portatori di quei difetti che abbiamo lasciato a casa sull'immagine riflessa, e noi li puniamo con l'indifferenza.
Ma in questa società io...adesso...grazie a te...voglio credere che un mondo nuovo sia possibile, e se questo è troppo allora mi accontento di credere che perlomeno qualcosa di insolito, casuale ma bellissimo possa ancora avvenire. Una piccola molecola capace di ribellarsi alle leggi del sistema per farlo implodere.
Noi siamo quella piccola molecola, quella scintilla, quella scheggia impazzita.
A dimostrarlo è il fatto che tu sia ancora qui ad ascoltarmi mentre improvviso parole che non comprendo da dove escano.
Ma sono certo che queste parole sono mie, lo sono sempre state, forse non le sto creando dal nulla ma le ho invece sempre covate dentro me ed adesso è giunto il momento di liberarle permettendogli di prendere il volo per posarsi sui tuoi rami.
È per questo che continuo a guardarti negli occhi.
Per questo prendo le tue mani e le stringo tra le mie.
Per questo ti dico che è giunto il momento di dare vita a qualcosa che darà un senso alle nostre fragili e casuali esistenze:
Io e te dobbiamo fare un film porno.
Iscriviti a:
Post (Atom)