mercoledì 15 febbraio 2012

Ma lo sai che c'è gente che mangia la merda?

Ma la smettete di scrivere commenti su Sanremo voi che non lo guardate, voi che lo guardate però vi fa schifo, voi che lo abolireste, voi che siete indignati perché pagate il canone, io che scrivo questo post su quel Festival di merda?
Basta, avete rotto i coglioni. Ed io con voi.
Che il Festival di Sanremo sia una merda con vallette di merda, cantanti di merda che cantano canzonette di merda, ospiti di merda, pubblico di merda è lampante.
Solo Gianni Morandi non è un presentatore di merda perché se no si mangerebbe.
Il Festival deve essere una merda, perché Sanremo ha bisogno di concime per mantenere il suo buon nome di "Città dei Fiori".
E allora perché rompete tanto i coglioni?

A Gianni Morandi piace la merda e difatti presenta il Festival.
A nessuno piace il Festival però tutti ne parlano.
Fatti due conti il risultato è che, per quanto lo neghiate, la merda piace anche a voi. E neanche poco.
E vi capisco, del resto voi stessi ne partorite tutti i giorni. È un po' come se fosse vostra figlia, e come può un genitore non amare il proprio figlio?
A questo punto avrete già chiuso la scheda del vostro browser smettendo di leggere il mio post e dandomi dello schifoso, io comunque proseguo imperterrito per quei due temerari sfigati che proseguono la lettura.
Che poi succede solo a me di essere schifato perché tratto di merda.
Milan Kundera ne "L'insostenibile leggerezza dell'essere" ha scritto sulla merda ed è apprezzato da un vasto pubblico femminile.
Fabio Volo scrive di merda e tutte vogliono portarselo a letto.
De Andrè cantava che dai diamanti non nasce nulla, dal letame nascono i fiori (ovvio riferimento al già citato binomio Festival - Città dei Fiori).
GG Allin cagava sul palco.
Anche Benigni ha composto "L'inno del corpo sciolto", un vero e proprio canto di lode alla merda e a chi ha voglia di cacare. E non solo tutti lo amano per questo, ma molti lo invitano a limitarsi a fare esclusivamente quello: dedicarsi esclusivamente alla comicità ed alla canzone popolare piuttosto che parlare male di Berlusconi.
Io il nesso ce lo vedo: come puoi inneggiare alla merda e poi sparlare del benefattore che l'ha tirata addosso agli italiani per anni? Ipocrita!

Se la merda non vi piacesse davvero, brutti ipocriti, passereste le vostre giornate a spremere limoni e a berne il succo, del resto sono ben noti gli effetti del limone sulla defecazione. Così un giorno non avremo più merda al mondo, sì, ma nemmeno limoni a causa del ciclo vitale per il quale la merda è concime per le piante (nuovo collegamento al binomio Festival - Città dei Fiori).
Allora invece di lamentarvi del Festival di merda, usate il vostro tempo e la vostra merda per piantare limoni in tutto il pianeta. Di sicuro farete un uso migliore di entrambi.

La morale è sempre quella, fate merenda con la merda. E non rompetemi i coglioni.




P.S.: La parola merda in questo post è stata usata solo 24 volte.

lunedì 2 gennaio 2012

Politica eretica

Si vocifera dell'approdo di un Partito dei Cattolici nella scena politica italiana, direi che se ne sentiva proprio il bisogno.
Inutile parafrasare con volgari sinonimi tipo "democristiani", che poi quel "demo" potrebbe sembrare l'abbreviazione di demonio, ed un termine come demoniocristiano suona alquanto ossimorico.
Quindi tanto vale dare il benvenuto al Partito dei Cattolici, che certamente non farà sconti a nessuno, tanto meno al Vaticano.
Le domande sorgono spontanee: quali potrebbero essere i papabili avversari di un simile partito? Ed un partito che si oppone al cattolicesimo è da bollare come eretico e bruciato al rogo in quanto tale?
Atei ed agnostici sicuramente non sono credibili: non credere in una religione in un simile clima politico significa non avere un programma e nemmeno un leader carismatico ed onnipotente.
E allora chi e con quale leader? Allah? Buddha? Krishna? Manitù? Tex Willer? (cit.)
No, Satana.
Il Partito dei Satanisti è l'unico avversario credibile nonché papabile in quanto approvato dal papa, dato che il loro leader è comunque frutto della mitolog...religione cristiana. Nemesi e dunque perfetto rivale di Dio alle elezioni.
Satanisti e Cattolici potrebbero dar vita ad una rivalità duratura ed all'insegna del rispetto per la fede altrui come quella tra Celtic Glasgow e Glasgow Rangers.
Il quadro politico del Bel Paese sarebbe dunque questo: avremmo i conservatori ovvero i cattolici disposti a lottare purché le tradizioni ed il buon costume siano garantiti (grazie allo sterminio degli extracomunitari, ma solo quelli di razza non bianca caucasica) e che tutti paghino le tasse (tranne i preti); i satanisti invece,  formerebbero la ribelle sinistra radicale. Quest'ultima un'assoluta novità in Italia.
Del resto Satana è stato il primo operaio incazzato della storia.
Lucifero, Mefisto, Satana, il Diavolo, il Demonio, Richard Benson o qualsiasi altro nome con cui lo vogliate chiamare non era altro che un operaio insoddisfatto delle condizioni lavorative all'interno dell'azienda cui prestava fedelmente servizio da anni.
Poi un giorno, stufo delle angherie subite, ha deciso di scioperare contro il Mega Direttore Galattico, Dio.
Sarà un caso che il colore rappresentante il Demonio sia proprio il rosso?
Cosa può aver indotto Lucifero, il più bello degli angeli, a manifestare contro il suo Capo?
Sappiamo che gli angeli non hanno sesso, quindi suppongo che la risposta sia implicita: Lucifero voleva un pene.
Un pene per tutti gli angeli magari, da vero democratico.
Oppure un pene solo per gli angeli che ne volevano uno, così da poterlo usare sugli altri, detti angeli femmine.
Ma sappiamo come è andata a finire, Dio ha spedito l'operaio incazzato nei bassifondi della grande azienda a svolgere i compiti più squallidi: punire gli umani peccatori e fare la toeletta a Cerbero, che in verità non ha tre teste come tutti dicono ma tre ani.
E Satana è lì, nel suo scantinato ad organizzare la presa al potere assieme ai suoi compagni diavoli.
Ma il passaggio da celestiali angeli a rozzi diavoli cornuti come è avvenuto?
Forse Dio, dall'alto della sua proverbiale bontà, prima di spedirli nei bassifondi della grande azienda ha concesso loro ciò che desideravano ovvero gli organi genitali.
Così hanno finito per somigliare tanto agli uomini.

domenica 13 novembre 2011

Questo sport-business non è più quello di una volta

  • Due appassionati della wrestling-politica si incontrano e parlano degli ultimi avvenimenti del loro sport-business preferito, ovvero le dimissioni del campione Silvio Berlusconi e l'instaurazione del nuovo regno tecnico di Mario Monti. Pessimismo, speranze e nostalgia si amalgamano dando vita ad una dibattito comprensibile da pochi eletti...

    Io
    • Siamo nelle mani di Monti, Hogan, Nash e Hall.
    • Preparati a subire un Money Maker da Monti.
    • Poi ti piomba addosso Draghi dal paletto con un Money Shot. 
      Stivi
    • money in the bank???
    • or money out the bank???
  • Io
    • Sì, l'hanno incassato per il titolo di premier.
    • A Bersani girano perché voleva sfruttare la sua di title shot.
    • Ma ormai il campione in carica è Monti.
  • Stivi
    • sì, vabbeh, ma se poi si caca sotto, anche bersani
    • non è un main eventer credibile
  • Io
    • La nWo ora ha un campione pure nella lega italiana, dopo quella greca.
  • Stivi
    • il problema è che non c'è più la DeGenerationX a contrastarla

  • Io
    • Mi fa pena la Merkel, che se la ride della grossa perché pur essendo una diva è campionessa in Germania.
    • Che poi come diva a me pare una culona inchiavabile.
    • Non per nulla chiude i match col Banzai Drop alla Rikishi.

  • Stivi
    • però punta sulla tecnica. con lei, la minetti non ha speranza
  • Io
    • Sarkozy sì che ha una manager.
    • Ma tanto poi tocca pure a lui.
    • Non lo si ferma la nWo.
      Può far poco anche quel negro là in America, il primo afroamericano ad aver vinto un titolo mondiale.
      Faarooq, no, Barack.
  • Stivi
    • barack è il tag team partner della FedEx

  • Io
    • Un giorno avremo un unico titolo del mondo, ti immagini?
    • In effetti è sensato.
    • Peccato però, il titolo italiano aveva una bella storia.
    • Quando era Benito campione e chairman, era tutta un'altra storia.
  • Stivi
    • è sottovalutato e bistrattato. quando hai troppi cambi di titolo, il titolo stesso perde valore
  • Io
    • Te l'ho detto, con Benito era tutta un'altra storia.
    • Lui era IL CAMPIONE
    • Poi arrivò quel gobbo con gli occhiali, troppi sotterfugi.
    • Troppi magheggi.
  • Stivi
    • andreotti sapeva gestire il backstage
    • lui e cossiga

  • Io
    • Di quello gli va dato merito.
    • Ma io preferisco i leader carismatici.

  • Stivi
    • vabbeh, vado un attimo a dare merito al posacenere. cenere sei e cenere sette

  • Io
    • Ora diventa tutto un business mondiale.
    • Non contano più nemmeno i ratings.
    • Non è più il pubblico a decidere su chi puntare, con applausi o fischi.
    • Meglio così da un certo punto di vista, questo Berlusconi faceva 4 mosse e vinceva, pareva Superman.
    • Pubblico diviso, chi lo fischiava e chi lo amava.
  • Stivi
    • e subiva gran parte del match per poi vincere con una spallata

  • Io
    • Però al microfono ci sapeva fare.
    • Vendeva un casino di merchandise.
    • Colpa degli ottenni.
  • Stivi
    • bersani ha una finisher poco incisiva e gli manca una buona catch-phrase
    • dopo tutto, le sue sfuriate smartone al mic non l'hanno portato da nessuna parte
  • Io
    • Quel "Si dimetta!" e "Devi andare a casa!", ti sembrano catchphrase da campione?
  • Stivi
    • no, e poi ripeteva sempre le stesse cose
    • era noioso
    • e pazienza che sul ring ci sapesse fare
  • Io
    • Di Pietro non è male, ma la sua gimmick da poliziotto fa troppo Old School.
    • Però nei match hardcore è fantastico.

  • Stivi
    • il problema è che la mic non si capisce cosa dice. deve migliorare molto
    • mentre IRS Tremonti negli ultimi tempi è stato utilizzato male

  • Io
    • Sì.
    • Anche.
    • Il problema nel wrestling oggigiorno è che i figli non hanno il carisma del padre.
    • Eppure ce li infilano in tutti i modi.
    • E pazienza se al pubblico non piacciono.
  • Stivi
    • già, del pubblico non gliene frega niente nessuno. decidono i booker, e tu zitto

  • Io
    • Quel Rhodes e quel Di Biase, ah no, volevo dire Bossi e Di Pietro.
    • La gimmick da Trota non funziona.
    • Ma tu pensa! Ma che cazzo di gimmick è quella della trota?!?
  • Stivi
    • almeno sapesse fare il pescado, che lo boccia sempre!!
  • Io
    • Ora siccome Bush è riuscito a far diventare campione suo figlio, tutti pensano di emularlo!
    • Siamo mica americani!
  • Stivi
    • eh no, e poi negli ultimi anni gli equilbri nel backstage sono cambiati

  • Io
    • Noi abbiamo una concezione vecchissima del business, per il semplice fatto che lo sport è nato qui da noi.
    • Ma la concezione attuale quella che conta, l'hanno data gli americani.
  • Stivi
    • eh già, a suon di power bomb

  • Io
    • Ma il Puroresu? L'Asia? Loro sì che stanno crescendo.
    • Gli africani invece nulla, e dire che hanno il fisico.
  • Stivi
    • ma la devono smettere di copiare l'occidente, specie in cina
  • Io
    • Bah, davvero.
    • Il potenziale ce l'hanno.

  • Stivi
    • ma i loro moonsault sembrano solo delle pallide imitazioni di quelli di Hilary Clinton
  • Io
    • La lucha libre non uscirà mai dal suo guscio.
    • Il Sud America? Ma chi se lo incula!
      Gli occhi sono puntati su di noi.
  • Stivi
    • la lucha libre ha molto da imparare ancora

  • Io
    • Ma ormai non sceglie più il pubblico. E dire che quello lì giovane, quel Renzi, si stava facendo strada con una discreta winning streak.
    • Somigliava molto al nostro campione uscente per certi versi.
    • Ma è arrivato tardi, a meno che non si unisca alla nWo.
  • Stivi
    • credeva di mandare via tutti i wrestler più esperti con la sua gimmick di ragazzo fuori dal branco. ma la sua ingenuità lo ha fatto fallire

  • Io
    • Su una cosa aveva ragione, era il caso di svecchiare la federazione.
    • I titoli se li passavano sempre i soliti vecchi dinosauri.
    • Se non si punta sui giovani, come finiremo quando i vecchi si dovranno ritirare?
  • Stivi
    • faremo un'altra federazione. federalista. il figlio di bossi sarà il chairman. brividi...
  • Io
    • Il federalismo fa molto NWA.
    • A me pare un passo indietro.
    • Poi ci mancherebbe solo un titolo mondiale padano. Ma via!
  • Stivi
    • vedremo. intanto siamo senza chairmain
    • il gm ad interim napolitano non ha ancora deciso
    • io istituirei un UV match per decidere. un bel death match
    • chi sanguina meno, vince

  • Io
    • Sì, dove si ammazzano tutti.
    • Napolitano è un coglione, avrebbe dovuto rendere vacanti tutte le cinture.
    • Un cretino, guarda.

  • Stivi
    • non è lui che decide purtroppo

  • Io
    • È anche colpa sua se la federazione rischia il fallimento.
  • Stivi
    • è quel booker che vive a bruxelles

  • Io
    • Tutto in mano ai bookers.
    • Che manovrano da dietro.

  • Stivi
    • già. e la storyline dello spread ha proprio rotto

  • Io
    • Non c'è rinnovamento.

  • Stivi
    • manca tutto, manca niente

  • Io
    • Speriamo non organizzino dei One More Match-
    • Queste vecchie leggende chi le vuole più?
    • Meno male sono morte la maggior parte.

  • Stivi
    • già. Killer Kossiga ci ha lasciati

  • Io
    • Però questo push di Monti è sospetto.
    • Arriva dal nulla e lo fanno campione.
  • Stivi
    • ha oliato gli ingranaggi giusti

  • Io
    • Sogno un mondo senza bookers.
    • Dove ci si dice le cose in faccia.
    • Te l'ho detto, quando era campione Benito si stava tutti meglio.

  • Stivi
    • la macchina del capo ha un booker in una gomma

  • Io
    • Non c'erano ancora i PPV e gli show partivano in orario.
    • La gente nelle piazze, il calore della folla.
    • Era ancora uno sport.

  • Stivi
    • e si lottava tre volte al giorno
    • però la tourneè in russia è stata una pessima decisione per la fed

  • Io
    • Ok, non si è scelto gli alleati giusti, ma capita!
    • Una stable come quella non la vedremo più.
    • Dopo la tourneè in Russia è cominciato il declino.

  • Stivi
    • però... pensiamo a tutti gli atleti che ha fatto morire di stenti perchè non li apprezzava. quasi sei milioni, dicono

  • Io
    • Infatti dopo c'è stato il caos.
    • Gli spettatori che salivano sul ring e volevano combattere negli show.

  • Stivi
    • e lo hanno appeso nella Impact zone

  • Io
    • Poi atleti da altre federazioni che intervenivano.
    • E pensa che dopo in Italia tutti pensavano che le cose sarebbero migliorate
  •   Stivi
    • poi ci sono stati più atleti, m il titolo passava troppo spesso di mano. i bookers non avevano le idee chiare

  • Io
    • Il migliore è stato Bettino,ritiratosi lasciando il titolo vacante, ancora imbattuto. Lasciando le redini al suo tag team partner Silvio.

  • Stivi
    • così andreotti è stato campione 6 volte, ma tutti regni assai brevi

  • Io
    • La gente l'ha fischiato perché non voleva che se ne andasse secondo me.
    • Sì, Giulio preferiva i ruoli dirigenziali.
    • Tra lui e Killer Kossiga, guarda...
    • Vabbè, inutile rivangare il passato.
      Ormai questo sport è divenuto un business mondiale, se non ci piace possiamo cambiare canale.
  • Stivi
    • o seguire la federazione belga. non hanno un campione ma fanno degli ottimi show lo stesso

  • Io
    • Sì appunto.
    • Domani parto per l'Africa, vado a vedere i loro di show.
    • Magari divento uno dei loro atleti di punta.

  • Stivi
    • ti consiglio la hutu fedration. ci danno dentro in uganda, il loro show si chiama Genoicide

  • Io
    • Secondo me i Tutsi sono più spettacolari a vedersi.

  • Stivi
    • peccato che siano morti molti degli esponenti di quelli stable

  • Io
    • Ma tanto alla fine, hutu e tutsi, son pur sempre dei negri.

  • Stivi
    • nBo
  • Io
    • Almeno lì alla nWo non frega un cazzo di andarci.

  • Stivi
    • appunto

  • Io
    • Magari potrei diventare lo Idi Amin Dada bianco.

  • Stivi
    • allora in bocca al Wolf Pack
  • Io
    • Crepi.

domenica 4 settembre 2011

Ci sono ancora molti campi in cui avere successo, ma li ha già concimati qualcun altro.

Un anno fa mi lamentavo del fatto che il mendicante zoppo del semaforo di viale Guidoni mi snobbasse.

È un luogo comune pensare che i mendicanti accettino spiccioli da chiunque, ricordo ancora quando da bambino con orgoglio chiedevo alla mamma le monetine da 50 o 100 lire per darle ai barboni che giacevano sotto le logge delle chiese. A pensarci bene pare quasi un passaggio del testimone: io bambino che chiedo spiccioli alla mamma, per poi darli al povero senzatetto. Ciò faceva anche di me un mendicante, in quanto chiedevo a mia volta delle monete alla mia mamma per darli al vero barbone, che diventava così un barbone di seconda mano.
Con gli anni a venire mi sono vergognato di quel piccolo motto di generosità infantile, perchè una volta cresciuto ho maturato un orgoglio prettamente adulto, o magari mi sono reso conto di essere mantenuto dai miei genitori e quindi non poi tanto diverso da un mendicante. Ho cominciato a domandarmi se io nella sua stessa condizione accetterei l'elemosina da un bambino cresciuto con una morale cattolica e con il rock 'n roll (cit. Little Tony feat. Gabry Ponte). La risposta non l'ho ancora trovata e spero di non dover mai scoprirla nella pratica, sebbene chiedere l'elemosina di questo passo diventerà lo status quo in questo paese. A quel punto tutti vorranno fare gli anticonformisti.

Ma torniamo al mendicante zoppo di viale Guidoni.
Quella volta chiese l'elemosina a tutti tranne me, che guidavo una vecchia Panda.
Evidentemente doveva affrettarsi prima che il semaforo tornasse verde e per questo fece una rapida selezione dei possibili donatori generosi, oppure mi scambiò per un collega automunito.
Però io ci rimasi male.
Evidentemente in me c'è ancora quel bambino con radici cristiane ancora non estirpate (se avete un buon diserbante consigliatemelo) convinto che una azione considerata buona ed innocente non possa essere la causa di un effetto negativo.
Un bambino che sarebbe fiero di aiutare una dolce vecchietta ad attraversare la strada, ignaro che questa signora non si sta recando in banca per pagare il mutuo bensì per rapinarla.con la rivoltella che tiene nascosta nella borsetta.
Se poi voi mi dite che rapinare una banca non è una cattiva azione allora infilo nel mio esempio una strage di innocenti seccati a rivolverate dalla nostra cara vecchiaccia delle strisce pedonali. Non è impossibile far quadrare gli esempi per mettere d'accordo tutti.

Ma da quel giorno in cui sono stato snobbato dal mendicante ho avuto modo di pensare, preparandomi psicologicamente al giorno in cui sarò degno di una sua richiesta d'aiuto. Il giorno in cui mi porgerà la mano col palmo rivolto verso l'alto in segno di amicizia io gli risponderò pressapoco così:

"Non ti darò spiccioli, amico mio, perchè essi sarebbero solo un temporaneo sollazzo buono giusto per riempirti lo stomaco per poche ore. Io lavorerò sodo per migliorare questo mondo affinchè nessun uomo debba mai più chiedere denaro ad un altro per sfamarsi"

E lui preferirà gli spiccioli.

giovedì 7 aprile 2011

Uno gira il mondo per anni in cerca di sè stesso, e poi lo trova spaparanzato sul divano.

A me fa sorridere immaginare un tizio che ha viaggiato per il mondo in lungo e in largo ed una volta tornato nel salotto di casa sua, trova sul divano sè stesso che lo saluta con la manina esclamando "Oh, ciao!".
E questa è una interpretazione, la più immediata forse.
Un'altra ancora è immaginarsi la stessa situazione ma col divano libero, così che il tizio possa sdraiarsi per riposare finalmente le sue stanche membra dopo anni di intenso girovagare e di infruttuosa ricerca, e nell'istante successivo al sospiro scaturito dal sollievo della comodità ritrovata, realizza quale sia la vera natura: la poltroneria.
Ma in particolar modo, l'appartenenza al luogo dove è nato e vissuto.
Ma questa è l'esperienza del nostro tizio, che non è generalizzabile e applicabile su chiunque.
C'è chi dice che la nostra vera essenza la scopriamo quando ci troviamo in posti nuovi, lontani dal nostro habitat. A contatto con gente nuova e diversa, in situazioni mai vissute prima d'ora.
Nell'istinto sta la nostra vera essenza.
Però anche l'esperienza vuole la sua parte.
Prendiamo una situazione inusuale: venire rapinati.
Mhhh....forse non è poi così inusuale, soprattutto in tempacci come questi dove non esistono più le mezze stagioni e si sta peggio di quando si stava peggio...
Incontrare un orso?
Già più inusuale, ma se di mestiere fossi un ranger in un parco?
Essere rapinati da un orso, ecco.
È noto che quando si incontra un orso, ci si deve sdraiare in terra e fingersi morti. E nel caso dell'orso rapinatore lasciarlo libero di frugare con le sue zampone nelle nostre tasche per sfilarci il portafogli.
Questo non è nè istinto nè esperienza, ma una nozione insegnataci dai nostri educatori. E speriamo che funzioni sul serio, perchè mi è sempre sembrata una cazzata e non vorrei scoprire sulla mia pelle di aver sempre avuto ragione a riguardo.
Se questa nozione non mi fosse nota, magari perchè i miei educatori sono morti dal ridere ad immaginarsi un orso armato che rapina la gente alla fermata del bus (ahahahah....che roba!) allora ricorrerei all'istinto, e immagino che la mia reazione sarebbe la fuga o farmela addosso, dalla paura, o dal ridere alla vista dell'orso armato e con un buffo cappello in testa. Ma sono più propenso all'ipotesi della paura.
Ma se per assurdo, l'orso rapinatore si limitasse a rapinarmi senza sbranarmi, e successivamente mi incontrasse una, due, tre volte...la mia reazione sarebbe sempre la stessa? Oppure dopo un po' mi romperei i coglioni di dare i miei denari guadagnati col sudore (dei miei genitori) e allora sarebbe anche l'ora di dare una lezione a questo orso birbone?
E fu così che venni ucciso da un orso rapinatore con in testa un buffo cappello.
Però sono morto lottando!
E allora anche l'esperienza vuole la sua parte.
Ma in quale azione sono stato veramente me stesso?
Quando me la sono fatta addosso?
Quando sono stato ucciso a sprangate dall'orso?

Ad ogni modo, questo Me Stesso fa abbastanza schifo.


La avverto, non è la corazzata Potëmkin!

  • “Cazzo, speriamo non succeda anche oggi”
    Lo ripeteva nella sua mente come un mantra nel frattempo che si incamminava verso la piazza con passo lento, quasi di soppiatto, come se un simile andamento potesse renderlo invisibile nel mentre che si avvicinava all’arco.
    Ma se il corpo si muoveva tanto lentamente, il suo pensiero invece correva rapido e inarrestabile immedesimandolo in un bandito che si avvicinava furtivo verso l’ingresso della cittadella, cercando di non svegliare il feroce guardiano che si era appisolato durante la sua veglia. Il guardiano poteva essere qualsiasi cosa: un templare, un goblin, un drago…prendeva la forma di qualsiasi cosa tanto che il suo pensiero andava veloce. Ma il guardiano fu ancora più svelto nel destarsi accorgendosi del suo arrivo e bruciando ogni speranza di passare inosservato.
    “Guarda chi c’è, Cloretta! Il nipote della Dema!”
    “Cazzo, anche oggi!” fu il commento tra sé e sè di Cosimo, tredici anni, appena divorato dai becchi sdentate delle arpie messa a guardia dell’entrata della cittadella.
    “Guardate che giovinottone è diventato, eh! Quanti anni hai?”
    “Tredici”
    “Ah, ormai tu sei un uomo! Ti ricordi Cloretta quando era piccino?”
    “Bah me lo ricordo sì, Bruna, mica sono rincoglionita ancora! Ma non è passato anche prima con la motocicletta?”
    “No, quello era mio fratello…” rispose Cosimo con occhi e piedi puntati verso la piazza, sua prossima meta.
    “Ah già, anche lui ormai è un uomo! Quanti anni ha? Come te più o meno, no?”
    “Sei più di me, diciannove” disse coi talloni sollevati da terra, nella speranza che anche le punte potessero seguire l’esempio.
    “Oh mamma, come passa il tempo!”
    “Bah Bruna, loro crescono e noi si invecchia!”
    “Eh, ci tocca”
    “Ce l’hai la ragazzina?”
    “No”. E intanto batteva i piedi a terra sempre puntando la piazza, sperando di divincolarsi dalla morsa delle due arpie.
    “O che aspetti a trovare la ragazzina?”
    “Via Bruna! È giovane, ne ha ancora di tempo! Mica noi che tra poco si finisce sottoterra!”
    “Eh, ci tocca…O che ti scappa la pipì, bimbo?”
    Cosimo accelerò il suo scalpitio frenetico e colse la palla la balzo.
    “Sì, sì! Mi scappa!”
    “O che non la tieni già alla tua età? Alla nostra che fai?”
    “Via Bruna, fallo andare! Se gli scappa!”
    “Ecco, sì, arrivederci!”
    E si avviò verso la piazza di corsa, finalmente libero dal giogo delle due vecchie streghe. “Ogni volta è la stessa storia!” pensava tra sé e sé Cosimo, e poi si domandava come mai si ostinasse a continuare a passare da quella entrata per recarsi in piazza quando poteva sfruttare la strada sterrata che portava all’entrata opposta. Avrebbe allungato la strada, ma almeno non avrebbe dovuto incombere tra le grinfie delle anziane signore che passavano i pomeriggi sulla panchina affiancata all’arcata che portava alla piazza.
    E poi ancora si chiedeva il motivo per cui non le mandava semplicemente all’inferno come fece una volta Cristiano, un amico di suo fratello. Da allora le vecchie non si permisero mai più di spiccicargli parola di persona, compensando ciò lanciandogli anatemi ogni volta che lo vedevano passare sul suo scooter.
    Quell’impresa così sfacciata e maleducata valse a Cristiano il rispetto a vita della gioventù del paese, rendendolo quasi una leggenda.
    Anche Cosimo sarebbe divenuto popolare se avesse avuto il coraggio di rispondere tanto sgarbatamente a quelle streghe, se nono fosse stato per quell’impulso che lo frenava ed era da identificarsi nella buona educazione ricevuta da sua nonna, tra l’altro frequentatrice di quel trespolo di avvoltoi.
    “Ma ogni volta devono chiedermi le solite cose? E perché mi scambiano sempre per mio fratello?” si domandava Cosimo proseguendo lungo la piazza.

giovedì 3 febbraio 2011

Lavati, sudicio!

Sono ancora in cerca di quei 5 minuti di serietà.
Eh sì, non desisto. E non mi importa nemmeno se quei 5 minuti verranno sprecati come già faccio con questo vivere a vanvera, mi basta sapere che sono ancora in grado di essere serio e risparmiare tempo. Due piccioni con una fava. Ed io sono la fava.
Però dove la trovo la serietà?
Io pensavo di trovarla sotto la doccia, e allora ci ho provato. Tenendo conto che io passo tantissimo tempo sotto la doccia, non perchè sono un sudicio ma perchè stare sotto un getto d'acqua calda è una sensazione di piacevole benessere che mi fa sentire in pace con me stesso a tal punto che...sì va bene, è perchè sono un gran sudicio. Dicevo, anzi scrivevo: tenendo conto che sotto la doccia passo moltissimo tempo ho pensato che quei 5 minuti di serietà prima o poi potessero capitarvi lì, vista la durata dell'atto lavante.
Invece no, perchè come è noto sotto la doccia vengono le migliori idee, non quelle serie. La doccia stimola la creatività, nessuno ha mai detto che porti anche la serietà.
È dimostrato che la gente creativa sia quella pulita, i sudici di per sè sono poco creativi. Esistono anche sudicioni creativi, per carità, ma il merito secondo me è dei suggerimenti delle pulci.
E allora dato che questo è noto, tutti si fanno la doccia in cerca di buone idee.
Ed il consumo d'acqua è alle stelle.
In questi anni è stato reso noto che l'acqua è un bene da tutelare, ed è necessario pertanto preservarla evitando gli sprechi. Ma le idee creative sono forse uno spreco?
Nel mio caso non saprei, ma francamente quelle di molti preferirei non prendessero mai vita, o almeno non le condividessero col resto del mondo.
È necessario trovare un compromesso col mondo oppure mandargli un ultimatum: Scegli, o l'acqua o le mie stronzate.
Ho il timore di non riuscire a spuntarla.
Oltretutto la società mi ha così sensibilizzato che ogni volta che faccio una doccia più lunga di quanto serva (sempre) mi ritrovo di fronte i bambini africani che mi guardano con cipiglio severo, e allora mi sento davvero una merda.
Paradossalmente però, il loro sguardo fisso mi immobilizza impedendomi di interrompere la doccia. Ottengono così l'effetto contrario continuando a puntarmi il dito contro (metaforicamente, visto che li immagino con le mani dietro la schiena).
La cosa buona è che rimanendo fermo sotto la doccia ho percorso mentalmente migliaia di chilometri ritrovandomi in Africa. Ho girato il mondo senza muovermi!
Tuttavia non ho trovato la serietà.
Nonostante la drammaticità di quegli occhi innocenti che mi puntano, io non riesco a restare serio.
E allora forse il problema è molto più grave: sono insensibile, pur avendo quelle facce viste solo in TV negli spot delle adozioni a distanza e nei documentari di Fiammetta Cicogna, a pochi passi da me.
Ma cosa mi ha reso così stronzo? La società? Oppure è nella mia natura il gene bastardo?
E quando comincio a porgermi queste domande chiudo l'acqua, e ritorno a fare il cretino.
Forse questi 5 minuti di serietà non li voglio proprio.
O non me li merito.
Oppure devo abbassare lo standard per il termine "serietà".
Sarebbe l'unico modo per definire questo un post serio.